Tè in bustina

Tè in bustina vs tè sfuso

Un dibattito molto comune tra gli appassionati di tè riguarda la preferenza tra il tè in bustina o sfuso (in foglie). Secondo la vulgata, il tè sfuso è meglio del tè in bustina. In realtà, pur essendo il tè in foglie sicuramente più aderente alla tradizionale preparazione del tè, soprattutto in Asia, questo non è sempre vero.

La bustina è un’invenzione abbastanza recente. È stata inventata negli Stati Uniti all’inizio del XX secolo, ma si è affermata in Gran Bretagna solo negli anni ’70. Per saperne di più, leggi il nostro articolo sulla storia del tè in Occidente.

I vantaggi del tè sfuso

Il tè sfuso è fatto principalmente con foglie, mentre il tè in bustina di bassa qualità è spesso fatto con foglie spezzate o, per i tè di più basso livello, da polvere di tè. Inoltre, il tè in bustina è solitamente confezionato in involucri di carta, che non aiutano a mantenere la freschezza e l’aroma del tè.

Il problema della perdita di freschezza è amplificato nel caso di tè sminuzzato o polverizzato. Più piccoli sono i pezzi, infatti, maggiore è la superficie esposta all’aria, amplificando effetti naturali quali la perdita di aroma.

Come se non bastasse, mettendo in infusione foglie intere di tè, queste avranno lo spazio per aprirsi e per rilasciare tutti gli aromi e gli oli essenziali nell’acqua. Questo processo è naturalmente ostacolato dalla bustina, che non lascia lo spazio alle foglie per aprirsi e per entrare in contatto con l’acqua come dovrebbero.

Di fronte a queste considerazioni, sembrerebbe naturale dare il tè sfuso come vincitore manifesto nella nostra competizione, ma le cose non stanno sempre così.

I tè in bustina non sono tutti uguali

Per molti anni, la grande industria del tè ha adattato il tè alla bustina, in modo da ridurre gli svantaggi che prima elencavamo. Questo è stato fatto per molti anni utilizzando foglie sminuzzate o polvere di tè, in modo da aumentare la superficie a contatto con l’acqua e velocizzare il rilascio degli aromi in acqua.

In tempi più recenti, alcuni produttori di tè hanno provato ad agire in maniera del tutto opposta, e cioè adattando la bustina al tè. Optando per miscele di tè composte da pezzi di foglia più grandi (a volte anche foglie intere), hanno elaborato nuove bustine che danno al tè più spazio per espandersi e rilasciare il suo aroma in infusione.

Sono nate così bustine extra large, bustine che si aprono ad ombrello al contatto con l’acqua, bustine divise in diverse “camere”, bustine tonde e piramidali. Ognuna di queste è stata pensata per offrire un tè di qualità migliore senza rinunciare alla comodità del classico tè in bustina.

Il verdetto

Dunque, oggi abbiamo la possibilità di acquistare tè in bustina di buona qualità, ma dovendo scegliere, sentiamo ancora di dover designare il tè sfuso vincitore di questa sfida.

Senza voler entrare nella guerra (di religione) tra tradizionalisti ed innovatori, è innegabile che la bustina di tè, nonostante i progressi degli ultimi anni, ha portato ad una standardizzazione della bevanda, da molti criticata.

Il tè in bustina viene infatti miscelato per offrire, anno dopo anno, sempre lo stesso sapore, mentre il vero sapore del tè varia in base alle annate e ai raccolti, un po’ come il vino. Esiste una gamma di aromi molto più ampia di quella che ci viene proposta da miscele standardizzate, pur essendo alcune di queste di buona qualità.

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